Gino Valle

SOLARI LINEADESIGN

solari lineadesign black week

Dal 20 al 26 Novembre, 2018
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21 NOVEMBRE 2018

SOLARI DI UDINE SPASOLARI LINEADESIGN

Il design di Solari scelto per l’ufficio del futuro

L’azienda udinese sbarca a Istanbul, nel super ufficio di 10 mila mq del colosso turco del food delivery
yemeksepeti solari board

Il design italiano firmato Solari scelto per uno dei progetti contract più ambiziosi del mondo. Si chiama Yemeksepeti Foods Park ed è il nuovo super ufficio della multinazionale turca di cibo a domicilio Yemeksepeti. Diecimila mq progettati da due grandi firme dell’architettura mondiale, quali Erginoğlu & Çalışlar.

 

Come un social network della vita dell’ufficio, il tabellone a palette dell’azienda udinese Solari (utilizzati per visualizzare gli orari di arrivi e partenze negli aeroporti e nelle stazioni di tutto il mondo) avrà lo scopo di rafforzare il clima dinamico e collaborativo del nuovo spazio. Lo scorrere delle palette, infatti, informerà in tempo reale non solo degli ordini e degli obiettivi aziendali raggiunti, ma verrà arricchito anche da curiosità, compleanni dei dipendenti e tutte le notizie del giorno interfacciandosi in modo interattivo con chi lavora.

 

L’obiettivo è chiaro: ridisegnare il concetto di workplace, da luogo chiuso e asettico a spazio multifunzionale e social oriented che gli stessi ideatori definiscono come “luogo di lavoro, nel comfort di casa”: al proprio interno infatti ospita aree comuni come bar, sale giochi, una biblioteca, uno studio fotografico, altalene, biliardo, ping pong, palestra, sala scacchi e Playstation.

 

La multinazionale ha espressamente richiesto il supporto analogico come risposta nostalgica al “freddo schermo digitale”, ormai parte ineluttabile della realtà lavorativa e privata. Così, il suono inconfondibile dello scorrere delle palette Solari rappresenta una scelta che guarda al passato ma con un nuovo significato per il futuro, la stessa operata da molti altri progettisti internazionali: dagli uffici alla nuova Roastery di Starbucks studiato per le più importanti capitali del mondo come Seattle, Shanghai, Milano, NewYork e Tokio nonché ristoranti di Chef pluri-stellati come Champeaux di Alain Ducasse, fino al fashion per la sfilata FENDI Uomo Autonno/Inverno 2018/2019. Ultimo, ma non meno importante, il design italiano firmato Solari continua a simboleggiare il tempo di chi viaggia, anche nell’hotel più atteso al mondo: il nuovo TWA, che da importante terminal dell’aeroporto JFK di New York, rinasce oggi come lussuoso hotel e spazio business.

14 MAGGIO 2018

SOLARI LINEADESIGN

"Del tempo e dell'uomo" I segreti degli orologi Solari svelati alla Udine Design Week

Mercoledì 7 marzo,18.30 @Robe di Casa - Largo dei Pecile - ingresso libero

Una vetrina speciale e una lezione aperta a tutti gli udinesi per scoprire la storia, le tappe fondamentali, la tecnologia e i prodotti dell'azienda di Udine che ha rivoluzionato il modo di visualizzare il tempo: la Solari.

Udine Design Week

Nella settimana udinese dedicata al design, non poteva mancare Solari che con il suo sistema a palette e i suoi inconfondibili orologi nati tra gli anni '50 e '60 ha segnato la storia del disegno industriale internazionale.

Mercoledì 7 marzo alle ore 18.30 l'azienda svelerà segreti e curiosità dei propri prodotti più iconici nell'incontro "Del Tempo e dell'Uomo", organizzato dal negozio Robe di Casa, che proprio in occasione della Udine Design Week ha dedicato la propria vetrina agli orologi Solari rimessi recentemente in produzione con il progetto solari lineadesign, Cifra 3 e Dator 60.

 

Nell'incontro a ingresso libero, Solari si racconterà ai cittadini, attraverso la voce di Katia Bredeon, marketing manager dell'azienda. Una storia che parla di come immagine, movimento e suono delle palette siano divenuti riconoscibili nell'immaginario dei viaggiatori di tutto il mondo, e di come gli orologi presenti nelle vetrine di Robe di Casa siano icone del design del '900.

Basti pensare a Cifra 3, l'orologio a palette da tavolo disegnato da Gino Valle nel 1966, che fa parte della collezione permanente del MoMA (Museum of Modern Art) di New York e del New Design Museum di Londra.

A distanza di decenni, Solari mantiene sempre l'attenzione e il rispetto verso l'artigianalità dei propri prodotti, quel "saper fare" caratteristico del Made in Italy che si traduce nel lavoro dei "sarti del tempo" Solari che ancor oggi assemblano le palette una ad una rigorosamente a mano.

07 MARZO 2018

SOLARI LINEADESIGN

Speciale Black Friday, solo Venerdì 24 Novembre

-20% sugli orologi Cifra 3 e Dator 60
black friday

In occasione del BLACK FRIDAY, Solari lineadesign sconta del 20% gli orologi acquistati online sul proprio sito di e-commerce www.store.solarilineadesign.com esclusivamente dalle 0.01 e fino alle 23.59 di venerdì 24 Novembre.

È sufficiente accedere al sito e inserire il codice Coupon - che potete richiedere, scrivendo alla mail webmarketing@solari.it - un'occasione unica per poter acquistare il simbolo del tempo e del design che dal 1960 è icona del Made in Italy riconosciuti in tutto il mondo.

  

Cifra 3 è l'orologio da tavolo disegnato da Gino Valle e caratterizzato dal sistema a rulli di palette creato da Remigio Solari brevettato nel 1966, riconosciuto in tutto il mondo come icona del design del '900, tanto da far parte della collezione permanente del MoMA (Museum of Modern Art) di New York.

Dator 60 è orologio e calendario perpetuo insieme: grazie all'inconfondibile sistema a palette di Solari, segna ore e minuti, il giorno della settimana, la data e, in modo automatico, anche il 29 febbraio e gli anni bisestili. È disponibile sia in versione verticale sia orizzontale.

Una storia di qualità, un suono riconoscibile. Il funzionamento è semplice: i periodi della corrente alternata si trasformano in unità di tempo e il motore, sincronizzato con la frequenza di rete, genera il movimento rotatorio di rulli e palette, il suono caratteristico che chiunque può riconoscere in una stazione o aeroporto in giro per il mondo.

Oggi, esattamente come 50 anni fa, la perfezione meccanica di questi prodotti nasce dall’abilità artigianale dell’uomo che assembla le palette a mano, in una specifica sequenza.

Perfetti come idea regalo in vista delle feste, scegliere un Cifra 3 un Dator 60 significa una cosa sola: donare un pezzo di storia del design che, grazie agli abili “sarti del tempo”, conserva ancora oggi quella perfezione meccanica che dal 1966 fa scattare le palette in maniera solida, nitida, perfetta.

23 NOVEMBRE 2017

SOLARI DI UDINE SPASOLARI LINEADESIGN

The New York Times Style Magazine
"L'orologio che il tempo non può perfezionare"

Di Tom Delavan, 6 Sett 2016
Cifra 3 - Credit Joshua Scott

Fotografia di Joshua Scott / L'orologio Cifra 3, progettato negli anni '60 dall'architetto Gino Valle, design delle cifre sviluppato da Massimo Vignelli. 

 

L'articolo originale, pubblicato sul New York Times Style Magazine; a seguire la traduzione in Italiano. 

ENG "Anyone who travels is familiar with the large flip-board displays indicating the gate of your plane, train or bus. Their distinctive shuffling sound, which sends travelers scurrying like a well-orchestrated flash mob, is so synonymous with departure that when Boston’s North Station upgraded its boards to LED displays, they were programmed to emit the familiar clicketyclack, as much for nostalgia as for necessity: How else to get passengers to look up from their phones?

 

Less familiar — unknown, more likely — is the man responsible for effectively conducting this movement of millions of people for the past 60 years, Remigio Solari. His family’s business had been making clocks for towers in the Dolomites of Northern Italy since 1725. You could say the movement of time was in his blood, or perhaps he had too much of it on his hands, but in the late 1940s, the self-taught engineer had a breakthrough: Rather than hands that move around fixed numbers on a dial, he inscribed the numbers on metal flaps that rotated around a wheel. It was a revelation in terms of clarity, particularly when standing at a distance. In 1956, the first “Solari board” was installed in a train station in Belgium, becoming the worldwide standard for rail and airway travel soon after.

 

Remigio died in 1957, but his brother Fermo continued his work. With the architect Gino Valle, the Solari company introduced a small electromechanical flip clock, the Cifra 5. While this model won the Compasso d’Oro award at Milan’s International Furniture Fair, it was the Cifra 3, designed in the mid-’60s, which had families everywhere replacing analog clocks with the new technology. The minimalist packaging — a glossy thermoplastic cylinder to accommodate the flaps’ rotation — and the crisp sans serif digits designed by Massimo Vignelli, were soon copied by everyone from General Electric to Hitachi.

 

I got my own Sony knockoff in 1972. It was the first piece of technology that I fetishized and had to have. Owning it felt somehow like I was invested in the future, or at least a part of it. Later I discovered the source of my so-called digital clock, the Cifra 3, at the Museum of Modern Art in New York, which had added it to its collection in 1966, because it was, and is, “the purest expression of industrial design,” according to senior curator Paola Antonelli. 

 

Then I had to have the real thing and found I wasn’t alone. The clock, discontinued in 1989, had an almost cultlike following, fueling a secondary market among collectors. Solari’s new owners took note and last year put the Cifra 3 back into production at their factory in Udine, where employees continue to assemble it by hand. I was able to get one of the first reissues in Europe (it becomes available in the U.S. this fall), and it now sits, not by my bedside, but on the mantel in my living room, next to other beautiful items, like a midcentury Lucy Rie vase.

 

Although the Cifra 3 can’t compete with the Solari boards in terms of the number of customers served (the company estimates that it has helped 5.5 billion people navigate trips), it is — like its descendant, the iPod — a potent example of how design can elevate technology."

 _ _ 

ITA "Il suono dei grandi display a palette è familiare a tutti coloro che viaggiano; indica il gate per il volo, il binario del treno o l’orario di arrivo del bus. Il suono distintivo delle palette, che orchestra gli affrettati viaggiatori come un flash-mob ben organizzato, è diventato sinonimo delle partenze al punto che alla Stazione Nord di Boston i pannelli a LED sono stati programmati per emettere il familiare “click clack”. Tanto per nostalgia quanto per necessità: in quale altro modo si potrebbe far distogliere gli occhi dei viaggiatori dai loro cellulari?

 

Meno familiare - più probabilmente sconosciuto - è l’uomo che ha permesso lo spostamento e il passaggio di milioni di viaggiatori nei passati 60 anni: Remigio Solari. Sin dal 1725 la sua famiglia ha prodotto orologi da torre nelle Dolomiti del Nord Italia. Si può dire che i meccanismi degli orologi fossero nel suo sangue, o forse ne ha avuti così tanti tra le mani, tanto che nel 1940, ingegnere autodidatta, compie un passo importante: al posto delle lancette che ruotano attorno ai numeri in un quadrante, lui ha inscritto i numeri in palette metalliche che ruotano attorno ad un rullo. Si è trattato di una rivelazione in termini di chiarezza, in modo particolare per la distanza di lettura. Nel 1956, il primo “Solari Board” è stato installato a Liegi in Belgio, diventando poco dopo uno standard mondiale per stazioni e aeroporti. 

 

Remigio morì nel 1957, ma suo fratello Fermo ha continuato il suo lavoro. Assieme all’Architetto Gino Valle la Solari introdusse un piccolo orologio a palette elettromeccanico: il Cifra 5. Mentre questo modello vinse il premio Compasso d’Oro, alla Fiera Internazionale del Mobile di Milano fu il Cifra 3, disegnato nella metà degli anni sessanta, a costituire il sostituto tecnologico agli orologi analogici nelle famiglie di tutto il mondo. Il packaging minimalista - un cilindro termoplastico lucido che ospita la rotazione delle palette - e le nette cifre sans serif disegnate da Massimo Vignelli, verranno presto adottate da tutti, dalla General Electric alla Hitachi. 

 

Nel 1972 ho avuto anche io la mia imitazione Sony. È stato il primo oggetto tecnologico che ho feticizzato, e che dovevo avere. Averlo è stato come investire nel futuro, o almeno averne potuto far parte. Più tardi ho scoperto l’origine del mio così chiamato “orologio digitale”, il Cifra 3. Venne aggiunto alla collezione permanente del Museo di Arte Moderna di New York (MOMA) nel 1966 perché era, ed è ancora oggi, “l’espressione più pura del disegno industriale” secondo la curatrice Paola Antonelli. 

 

Allora ho sentito di dover avere l’oggetto originale e scoprii di non essere il solo a cercarlo. L’orologio, non più in produzione dal 1989, era trattato come oggetto di culto da un gruppo di seguaci, arricchendo il mercato secondario dei collezionisti. I nuovi proprietari della Solari hanno preso nota di questo interesse e l’anno scorso hanno rimesso in produzione il Cifra 3 nella loro fabbrica di Udine, dove gli operai continuano ad assemblarlo a mano. Ho avuto l’occasione di comprare la nuova edizione in Europa (sarà disponibile negli Stati Uniti questo autunno), ed ora si trova, non in parte al mio letto, ma nella mensola del mio salotto, accanto ad altri oggetti splendidi, come il vaso Lucie Rie. 

  

Nonostante il Cifra 3 non possa competere con i tabelloni a palette in termini di clienti serviti (la Compagnia stima di fornire informazioni a 5.5 miliardi di viaggiatori l’anno), è - come il suo discendente, l’iPod - un esempio potente di come il design possa elevare la tecnologia."

 

Uno speciale ringraziamento a Tom Delavan / The New York Times Style Magazine

20 SETTEMBRE 2016

SOLARI CORPSOLARI DI UDINE SPASOLARI LINEADESIGN

Terminal TWA, JFK Airport:
Da icona dell’architettura
a boutique hotel.

by Francesca Gatti

54 anni fa, nel 1962, veniva inaugurato il terminal TWA progettato  dall’architetto finlandese Eero Saarinen all’interno del John F. Kennedy International Airport.

Un vero e proprio inno all’architettura futuristica di Saarinen, alle linee curve ed ai suoi volumi pieni e leggeri: il terminal è come un paio d'ali in volo posate a terra all’interno del quale lo spazio è plasmato e modellato in ogni particolare.

TWA Terminal 1962

Questa zona dell’aeroporto, chiusa nel 2001 perché ormai non era abbastanza grande per supportare le esigenze dell’hub internazionale, diventerà un boutique hotel con 505 camere, un centro conferenze, ristoranti , spa e una grandissima terrazza panoramica.

Uno degli elementi caratterizzanti del terminal è il teleindicatore a palette di Solari progettato dall’architetto Gino Valle e racchiuso dall’inconfondibile guscio ovale disegnato da Eero Saarinen, completamente ricoperto da tessere bianche realizzate dai celebri mosaicisti della scuola di Spilimbergo, in provincia di Pordenone.

 

Nello stesso anno, nel 1962, il teleindicatore alfa numerico per aeroporti e stazioni ferroviarie di Solari vincerà il Compasso d’oro, il secondo dopo quello del 1956 per il progetto di orologio elettromeccanico a scatto di cifre, Cifra5.

Terminal TWA 1962
Terminal TWA 1962
Terminal TWA 1962
Terminal TWA 1962
30 MAGGIO 2016

SOLARI DI UDINE SPASOLARI LINEADESIGN

The History of Solari

Solari è un brand internazionale leader nel settore della gestione del tempo, dell’orologeria industriale e dell’informazione al pubblico. Sorta a Pesariis, piccolo paesino della Carnia in Friuli, nel 1725, l’azienda era inizialmente nota come costruttrice di orologi da campanile.

Locandina Ditta Solari
Fabbrica Solari a Pesariis

Per oltre duecento anni Solari ha ridefinito costantemente il modo delle persone di visualizzare il tempo, creando prodotti all’avanguardia per tecnologia e design grazie alla sua vocazione per l’estetica, l’etica e la tradizione. I display di informazione al pubblico che hanno rivoluzionato il mondo della comunicazione del viaggiatore, sono ancora oggi sinonimo di informazione nei grandi hub internazionali.

Stabilimento Solari, Udine.
Stazione di Liegi
TWA Terminal JFK
19 MAGGIO 2016

SOLARI DI UDINE SPASOLARI LINEADESIGN

The making of the Cifra 3

Il Cifra 3 è molto più che un orologio; nasce nel 1966 portando con sé il fascino di accompagnare le persone in giro per il mondo, così come i display delle stazioni o degli aeroporti. Cifra 3 è considerato la sintesi perfetta tra tecnologia e disegno creativo, tra progettazione e forza comunicativa. Disegnato da Gino Valle alla fine degli anni sessanta, il Cifra 3 è riconosciuto in tutto il mondo come una delle icone di design del ventesimo secolo. Orologio da tavolo a cifre bianche su fondo nero, il lettering presenta un diverso corpo tipografico per ore e minuti, scelto da Massimo Vignelli, noto graphic designer. Con l’aiuto di Jhon Myer, inventore e amico di Remigio Solari, fu data voce al Cifra 3 utilizzando il sistema a palette il cui suono è qualcosa di autentico ed è qualcosa che ha sempre catturato l’attenzione del viaggiatore. Cifra 3 fa parte della collezione permanente del MoMa di New York e del Science Museum di Londra

Old Cifra 3
Cifra 3
Cifra 3 in arredo
Cifra 3
19 MAGGIO 2016

SOLARI DI UDINE SPASOLARI LINEADESIGN

The Man Behind the Cifra 3

Gino Valle, architetto, designer e pittore conosciuto in tutto il mondo, nato da una famiglia di architetti e artisti, si laureò all’università di Venezia nel 1948 lavorando per alcuni anni presso lo studio di famiglia con il padre e la sorella. 

Questi non voleva creare semplici oggetti, ma era interessato al loro rapporto con l’uomo, alla loro forza comunicativa e a come essi modificavano l’ambiente e lo spazio in cui erano collocati.  Lavorò con le più grandi aziende italiane e internazionali, come la Zanussi per i prodotti che entravano per la prima volta nelle famiglie. 

Nel 1945 cominciò a collaborare con Solari, disegnando il famoso Cifra 5, un orologio a palette elettromeccanico vincitore del Compasso d’Oro nel 1956. In collaborazione con l’amico Jhon Myer, Valle con la creazione del Cifra 3 sintetizzò la tecnologia a palette ideata per i display di informazione al pubblico di tutto il mondo.. 

Gino Valle
Gino Valle
schizzo
Gino Valle al lavoro
Cifra 5
19 MAGGIO 2016

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